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Coaching & Counseling: cosa sono e a cosa servono?

Il coaching e il counseling stanno affermando sempre più la loro utilità nel mondo della crescita personale e professionale, ma sono ancora in molti a non conoscerli. Vediamo insieme che cosa sono, in cosa divergono e qual è il loro scopo.

Cos’è il coaching?

Il coaching, è un’attività mirata allo sviluppo personale, che nasce però in ambito sportivo, in particolare nel contesto statunitense degli anni ’80, con l’obiettivo di incrementare le performance degli atleti.

Così come un allenatore deve spronare il suo atleta ad esercitare e sviluppare i muscoli, la finalità primaria del coaching è quella di incoraggiare e accompagnare la persona attraverso un percorso di scoperta e valorizzazione delle proprie potenzialità, in modo da supportarla nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

Da questo punto vista, il coaching è un metodo estremamente pratico e orientato all’azione ed è da questo che derivano la sua forza e la sua efficacia.

Attraverso le domande e l’ascolto attivo, il/la coach aiuta a focalizzare il punto in cui ti trovi e a esplorare le tue motivazioni e i tuoi desideri fino alla fase di goal setting. Una volta individuati gli obiettivi, si parte alla scoperta delle tue potenzialità e dei tuoi talenti utili al perseguimento dei tuoi traguardi, stabilendo un vero e proprio piano d’azione e le strategie migliori per seguirlo.

Cos’è il counseling?

Il termine counseling deriva dal latino cum solere e significa sollevare insieme. Il counseling, quindi, è una forma di supporto rivolta a chi si trova in una situazione di stallo e di difficoltà nella propria crescita personale e lavorativa. Può essere svolto a livello personale, di team o organizzativo per riflettere su come il proprio lavoro interagisca con le altre dimensioni della propria vita.

La finalità principale del counseling è quella di creare una relazione di “aiuto all’auto-aiuto”, ovvero portare le persone a sviluppare tutte quelle capacità necessarie ad autogestirsi e affrontare le sfide della vita in autonomia in maniera efficace.

Ciò è reso possibile attraverso l’ascolto attivo, l’atteggiamento comprensivo-empatico del counselor e l’attenzione agli aspetti comunicazionali, ai comportamenti dei singoli e alle dinamiche relazionali.

Il counselor si occupa, quindi, di sostenere le persone in un processo di auto-consapevolezza e auto-realizzazione. Per questo motivo, un aspetto molto importante del percorso di counseling è rappresentato dallo sviluppo di competenze relative all’intelligenza emotiva, alla mindfulness e all’auto-efficacia.

Di che cosa si tratta?

Vediamolo insieme:

  • Intelligenza emotiva: è la capacità di riconoscere e gestire in modo appropriato le emozioni, non solo le proprie, ma anche quelle di chi ci circonda. Racchiude, quindi, un insieme di competenze quali la consapevolezza di sé, l’autocontrollo, la motivazione, ma soprattutto l’empatia e le abilità relazionali.
  • Mindfulness: spesso tradotto come “consapevolezza”, questo termine indica la capacità di essere presenti nel momento e prestare attenzione al “qui ed ora”, senza lasciarti trasportare dalle preoccupazioni per il futuro, i rimorsi e rimpianti del passato o le distrazioni momentanee.
  • Auto-efficacia: si intende quella capacità di provare fiducia in se stessi e nelle proprie competenze, conoscenze e abilità, che ti porta a sentirti in grado di gestire la tua vita in maniera indipendente e autonomo.

A livello organizzativo, i benefici attesi dal counseling sono in termini di significatività del lavoro, di motivazione e, quindi di produttività, e di benessere del personale.

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